lunedì 14 ottobre 2019
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Qualità degli esami di laboratorio

I risultati dei test di laboratorio vengono  utilizzati per fare diagnosi, per monitorare lo stato di salute, per monitorare l'avanzamento della malattia, per monitorare la risposta del trattamento.

Spesso  la patologia viene identificata come l’unica causa delle variazioni riscontrate nei test di laboratorio.

In realtà la sommatoria di fattori esterni può alterare la composizione dei campioni biologici utilizzati per le determinazioni di laboratorio; questi fattori sono dovuti sia al trattamento dei campioni in Laboratorio che a cause precedenti al trattamento.

Per cause precedenti  si intendono la preparazione del paziente, la corretta esecuzione del prelievo, le corrette modalità di conservazione ed eventuale trasporto in Laboratorio. Quando possibile le cause di variabilità che avvengono nella fase preanalitica devono essere controllate in modo che si possa tenerne conto nell’interpretare il risultato del laboratorio.

Le più importanti fonti di variabilità preanalitica possono essere dovute ai seguenti eventi:

 

ALTERAZIONI  DURANTE LA RACCOLTA DEL CAMPIONE

Nella tabella  sono riportate le fonti di variabilità dovute al metodo di raccolta del campione. Oltre al tipo di prelievo, inteso come prelievo arterioso, venoso, misto, ecc. che di per se è una fonte di variabilità anche se controllabile, sono sicuramente fonte di variabilità da tenere sotto controllo l'effetto del laccio, l'emolisi,  l'uso corretto degli anticoagulanti e conservanti, la etichettatura del campione.

Effetto del laccio: il laccio facilita la raccolta del campione, ma è anche causa di una emoconcentrazione artificiale. Si può verificare infatti un apparente aumento della concentrazione delle proteine e delle sostanze ad esse legate, anche quando il laccio viene applicato anche per un solo minuto. Se si lascia il laccio per circa 3 min. queste aumentano dell'8-10%. Per una applicazione più prolungata aumentano lattato, ammonio, ecc. Questi effetti sono ancora più pronunciati se il laccio viene rilasciato durante il prelievo del sangue.

Contaminazione da liquidi di infusione: in un paziente che riceve liquidi per via endovenosa, il prelievo di sangue dallo stesso braccio anche se in sito lontano dal catetere può essere causa di contaminazione del campione da esaminare. È stato valutato che il sangue può essere prelevato dal catetere qualora venga prelevato inizialmente e scartato un volume uguale al volume del catetere. Se non è possibile prelevare dal braccio controlaterale, questa tecnica può essere adeguata per dare una misura accurata dei parametri biochimici ed ematologici più comuni; in altri casi è inadeguata. Tenere comunque presente la possibilità di contaminazioni.

Emolisi: causata da un flusso turbolento del sangue, dà luogo al rilascio di contenuti intracellulari come LDH e altri enzimi cellulari, potassio, magnesio, e fosfato. Inoltre l'emoglobina libera provoca interferenza in molti metodi di dosaggio.
Scegliere l’ago della misura idonea, evitare assolutamente di togliere la provetta da vuoto prima che sia stata riempita e di prelevare con siringa e travasare il sangue nelle provette sottovuoto espellendolo dalla siringa con ago innestato. Queste manovre danno luogo ad emolisi certa.

 

Errori nella fase di prelievo del campione

  • Mancato controllo del rispetto della dieta da parte del paziente

  • Applicazione prolungata del laccio

  • Contaminazione da infusione venosa

  • Emolisi

  • Errato volume del campione immesso in provetta

  • Uso di provette improprie

  • Errata identificazione del paziente e/o etichettatura provette

  • Mancata indicazione del tipo di prelievo

  • Mancata indicazione di data e ora del prelievo

 

LTERAZIONI CHE SI VERIFICANO TRA LA RACCOLTA DEL CAMPIONE E LA FASE ANALITICA

Il materiale biologico immediatamente dopo il prelievo  va inviato subito al Laboratorio per essere sottoposto ad idonea preparazione. Se non può essere inviato subito, va trattato e conservato seguendo le istruzioni specifiche per ciascun analita per evitare quelle modificazioni "in vitro" che possono alterare il risultato dell’analisi. 

Salvo diverse specifiche indicazioni inerenti specifici analiti il campione biologico va trattato come segue:

L’analisi va eseguita su sangue intero : conservare la provetta  in frigorifero (+4°C) ;

L’analisi va eseguita su siero o plasma : centrigugare la provetta, travasare il siero o plasma in altra provetta, da porre in frigorifero (+4°C) ;

L’analisi va eseguita su urina : preparare un campione in una provetta conservare  in frigorifero (+4°C) . Se il campione proviene da una raccolta di urina a tempo  miscelare bene tutto il quantitativo di urina raccolta prima di prelevarnela quantità necessaria, misurare la quantità totale con un cilindro graduato e indicare sulla richiesta di esame la quantità misurata.

 

 

STATI  FISIOLOGICI

Di seguito sono elencati i più importanti fattori fisiologici causa di variazione:

Dieta

È importante tenere in considerazione la dieta che il paziente pratica, in quanto l'ingestione recente di alimenti dà luogo a variazione di parametri biochimici. La concentrazione dei trigliceridi aumenta immediatamente dopo il pasto, in risposta all'assorbimento dei grassi il plasma acquista una torbidità più o meno marcata. L'aumento dei trigliceridi torna al valore basale dopo 8-10 ore. È meglio prelevare il sangue per qualunque analisi (quando possibile) nello stato di digiuno del paziente. Quando non è possibile, ci si deve sempre chiedere se i risultati degli esami possano essere influenzati dalla ingestione degli alimenti. In caso di dubbio consultare il laboratorio.

Anche il digiuno prolungato ha effetti biologici: per es. un digiuno di oltre 24 ore può fare aumentare la bilirubina nel siero. Il digiuno prolungato altera la produzione di molti ormoni e provoca la caduta del livello delle proteine, dei lipidi e degli elettroliti nel siero.

 

Variazioni del ritmo

Alcuni parametri biochimici non sono costanti nell'arco delle 24 ore (variazioni diurne). Per evitare questa fonte di variabilità, i prelievi di norma si eseguono tra le 7 e le 9 del mattino. I risultati di un analita, ottenuti in ore diverse, possono essere influenzati da un ritmo circadiano. Per esempio la concentrazione di ferro nel siero varia nelle 24 ore, più alta il mattino rispetto al pomeriggio. La fosfatasi acida è più elevata il pomeriggio che il mattino. Si ricorda che i valori normali sono sempre riferiti a soggetti il cui prelievo è stato eseguito il mattino; pertanto la valutazione di risultati "anormali" ottenuti in altre ore può essere difficoltosa.

Durante il ciclo mestruale è noto che i parametri ormonali si modificano, non è altrettanto noto che anche per parametri non strettamente correlati al ciclo mestruale ci possano essere variazioni; il colesterolo, per esempio, è di circa il 20% più basso nella fase luteale del ciclo.

 

Stress fisici e psichici

Posizione: esercita un significativo effetto sui risultati di laboratorio. Si possono ottenere risultati differenti se si preleva in un soggetto in posizione eretta, oppure seduta o sdraiata: tra queste posizioni varia la distribuzione dei fluidi tra lo spazio extra e intravascolare. Per esempio le proteine plasmatiche possono avere una variazione del 5-10% in seguito al mutamento della posizione. Per standardizzare questa fase è bene perciò che il paziente ambulatoriale sia seduto e tranquillo da almeno 30' prima del prelievo.

Esercizio fisico: è bene che il paziente ambulatoriale prima di un prelievo non effettui esercizi fisici di notevole entità (per esempio la corsa). Questa attività può infatti influire su alcuni parametri: per esempio l'acido lattico o alcuni enzimi, come il CK, l'LDH e l'AST aumentano. Quando è possibile il paziente dovrebbe trattenersi dal fare esercizi fisici strenui anche per diversi giorni prima del prelievo, a meno che non ci sia una precisa indicazione.

Stress mentale: si raccomanda, dove possibile, di evitare stress psicologici; il paziente dovrebbe sempre essere rassicurato e reso tranquillo. Per alcuni parametri biochimici ci possono essere alterazioni dovute a questo: è nota ad esempio la sua influenza sulle fluttuazioni della concentrazione di prolattina.

 


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